Un po’ di storia
Questo articolo nasce dopo aver letto alcuni commenti sui social, in riferimento a due donne che mostravano fierezza nell’indossare pantaloncini corti, nonostante il forte sovrappeso. Nella discussione, qualcuno ha affermato che la consulenza d’immagine, è un lavoro inventato e anche inutile per tutte le persone comuni. Sono sufficienti buon gusto e buon senso per vestirsi. Qualcun’altro ha affermato che la consulenza d’immagine è una presa in giro (nella discussione la terminologia è stata differente !)
In realtà, tale professione affonda le sue radici negli Stati Uniti, intorno alla metà degli anni ’70 con la nascita del libro Dress for success, scritto da John T. Molloy. L’autore introdusse il concetto della rilevanza dell’immagine e dell’abbigliamento, nel raggiungimento di successi professionali e personali. Tali affermazioni erano frutto di risultati di test fatti su un determinato numero di persone.
Negli anni ’80 nacquero agenzie che proponevano servizi di consulenza d’immagine per occasioni specifiche. In questo stesso periodo, tante celebrità iniziarono ad avvalersi di tale professione, non soltanto per esigenze lavorative, ma anche nella vita quotidiana.
Ma possiamo andare ancora più indietro nel tempo, precisamente al periodo degli antichi egizi per osservare quanto fosse importante per questo popolo, l’aspetto e la cura della propria immagine. Naturalmente, non possiamo attribuirgli il nostro concetto moderno di consulenza, ma avevano una radicata consapevolezza di quanto fosse importante l’immagine e la presentazione personale. L’attenzione alla cura del proprio aspetto era strettamente legata a rituali, status sociale e simbolismo.

E ai giorni nostri ?
Dal passato arrivano le basi di questa professione che, ad oggi, ci ha rivelato anche l’aspetto psicologico nascosto dietro l’abbigliamento e la cura o meno, della nostra immagine. Questa influisce significativamente sul nostro benessere emotivo, dunque sulla nostra autostima. Essa è in grado di influenzare le nostre relazioni e il nostro stato d’animo, ci consente di acquisire una maggiore consapevolezza di noi stessi e di comunicare in modo efficace.
Il cervello associa ad ogni tipo di abbigliamento un ruolo coerente e gli abiti, diventano così, portatori di un messaggio simbolico. Parleremo di buon gusto, buon senso e dress code, citati ad inizio articolo, per ora, ho voluto fare solo un piccolo excursus storico per dimostrare che non vi è nulla di improvvisato, nulla che possa beffare o prendersi gioco di qualcun’ altro. Lo specchio troppo spesso riflette immagini distoniche che arrecano ansie e problemi di autostima, la cura della nostra immagine, in quanto forma di comunicazione non verbale, può farci esprimere in maniera armonica e coerente con noi stessi, sollevandoci da ansie e migliorando la stima verso noi stessi.


